8 DICEMBRE 2020 – ESCE SU YOUTUBE IL PRIMO VIDEO DEL PROGETTO “MARTHA J. & CHEBAT QUARTET PLAYS THE BEATLES”


 Dopo due album di jazz elettrico,

la esecutore Martha J. e il pianista e compositore Francesco Chebat

tornano al jazz acustico con un lavoro dedicato ai Favolosi Quattro di Liverpool.

8 DICEMBRE 2020 – ESCE SU YOUTUBE IL PRIMO VIDEO DEL PROGETTO

“MARTHA J. & CHEBAT QUARTET PLAYS THE BEATLES”

“Dear Prudence” è il singolo che Martha J. e Francesco Chebat hanno scelto per presentare il loro nuovo album “Martha J. & Chebat Quartet plays the Beatles”. Registrato live in studio, sarà pubblicato all’inizio del prossimo anno e conterrà otto canzoni dei Fab Four, arrangiate in chiave jazz.

Questo video, come tutti quelli che seguiranno, porterà il pubblico all’interno dello studio in cui Martha e Francesco hanno registrato dal vivo l’intero lavoro, accompagnati da Roberto Piccolo al contrabbasso e Gionata Giardina alla batteria.

“Volevamo fare un album che catturasse tutte le sfumature e l’interplay di un’esibizione dal vivo. Perciò abbiamo suonato tutti insieme nella stessa stanza, come si faceva ai vecchi tempi e l’intera sessione è stata ripresa anche in video, con un unico piano sequenza: la telecamera è diventata come gli occhi di una persona che era lì davvero con noi!” , dice Francesco.

Questo nuovo lavoro di Martha e Francesco nasce dal cuore: “Quando ero una ragazzina, i Beatles hanno fatto fiorire in me la passione per la musica e mi hanno fatto scoprire un mondo in cui gli ideali di amore e pace sono fondamentali”, racconta Martha.

È per questo motivo che Martha e Francesco hanno scelto di pubblicare questo singolo in concomitanza con le celebrazioni per i quarant’anni dalla scomparsa di John Lennon: per ricordare la personalità, la musica e soprattutto gli ideali di questo personaggio iconico, così importante per la loro storia musicale e per la storia della musica e della cultura pop.

https://www.instagram.com/marthaj_and_chebat/
https://www.youtube.com/c/MarthaJFrancescoChebat

Martha J. Biografia

Inizia la sua carriera nel 1986, nei locali di Milano e della Lombardia, come esecutore e chitarrista, con un repertorio di canzoni di cantautori americani (Joni Mitchell, James Taylor, ecc.) e folk irlandese. Studia canto lirico e moderno, partecipa ai seminari jazz di Sara Serpa, Sheila Jordan, Rachel Gould, Bob Stoloff, Patricia Williamson, Jeff Ramsey, studia recitazione presso lo Studio Laboratorio dell’Attore con Raul Manso e danza moderna con Miguel Angel Cragnolini.

Dopo una parentesi dedicata alla musica pop (che la porta a partecipare al festival di Sanremo nel 1990, a pubblicare due cd per PDU/EMI e a numerosi concerti in Italia e all’estero), dal 1999 si concentra quasi esclusivamente sul jazz collaborando con numerosi musicisti italiani e stranieri.

 “… una sensibilità straordinaria in grado di controllare in modo perfetto la voce su tutti i registri e donandoci emozioni a profusione. (…) conferma di essere una delle vocalist più dotate e raffinate della nostra scena jazz/folk/fusion.”
Gianni Zuretti, L’Isola che non c’era.

Francesco Chebat Biografia

Inizia la sua carriera molto giovane nei jazz club milanesi. Suona con diversi importanti musicisti come Dave Weckl, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Gianluigi Trovesi, Maurizio Giammarco, Sergio Orlandi, Giovanni Falzone, Riccardo Fioravanti, Maxx Furian, Emilio Soana, Paolo Tomelleri, JW Orchestra (diretta da Marco Gotti), Vittorio Marinoni e molti altri.

Si è esibito in Festival e jazz clubs come: Blue Note Milano, Jazz Club Bergamo, Ivrea Jazz Club, Musica Festival (Bergamo), Festival della Cultura (Bergamo), Società del Quartetto (Bergamo), Locarno Film Festival, Livraga Jazz, Osijek Jazz Festival, Iseo Jazz, Festival Suonintorno (Bergamo), Brianza Open jazz festival, Lario Festival, Valtidone festival, MatchMusic (Sky tv)…

Lavora con la vocalist Martha J. come pianista, compositore e arrangiatore, e ha realizzato molti album sia come leader che come sideman.

Francesco Chebat: essenziale, raffinato, mai casuale… mostra un’intensa distinzione interpretativa e un bel gioco evoluto, intelligente, multiforme, ricco di fantasiose intuizioni ritmiche e di virtuosismo, assecondato da un’ariosa ricercatezza armonica.”
Bruno Schiozzi, Musica Jazz

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